{"id":1558,"date":"2015-08-16T19:49:45","date_gmt":"2015-08-16T17:49:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sentieroverde.org\/wordpress\/?page_id=1558"},"modified":"2026-04-15T16:40:20","modified_gmt":"2026-04-15T14:40:20","slug":"io-me-lo-ricordo-bene-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.sentieroverde.org\/wordpress\/?page_id=1558","title":{"rendered":"Io me lo ricordo bene &#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.sentieroverde.org\/Ricordi\/Dances_With_Wolves_.mp3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" aligncenter\" src=\"https:\/\/www.sentieroverde.org\/Ricordi\/aquila.jpg\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"146\"><\/a><\/p>\n<p>Qui chi vuole pu\u00f2 inserire dei pensieri sugli amici che non sono pi\u00f9 con noi.<br \/>\nNella mail possono essere allegate anche immagini.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">***********<br \/>\nLodovico Scudetti<\/h2>\n<p><a href=\"http:\/\/www.sentieroverde.org\/photogallery\/2013\/130825_simbruini\/PICT1256.JPG\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.sentieroverde.org\/photogallery\/2013\/130825_simbruini\/PICT1256.JPG\" alt=\"lodovico\" width=\"252\" height=\"189\"><\/a>Per una triste coincidenza, ho letto la notizia da una mail del 7 settembre 2017, mentre ero sui Monti Simbruini per una serie di verifiche su sentieri che&nbsp; Lodovico mi aveva mostrato per inserirli nel programma delle nostre escursioni. Gi\u00e0 in primavera mi aveva chiamato per dirmi che non avrebbe potuto aiutarmi per le uscite in programma con lui per tutto l&#8217;anno.&nbsp; Poco dopo ferragosto, ci aveva detto che le sue&nbsp; condizioni si erano aggravate ed era in cura con la chemioterapia, era per\u00f2 sereno perch\u00e9 si sentiva bene dentro.<\/p>\n<p>Lodovico era uno dei miei amici pi\u00f9 cari, mi aveva ospitato sia nella sua casa di Roma che in quella piccola a Campo dell&#8217;Osso a luglio del 2016 per fare altre verifiche su percorsi nella zona di Campo Buffone. Con l&#8217;occasione abbiamo raccolto moltissime profumate fragoline di bosco che Lodovico mi ha lasciato per portarle con me a Roma.<\/p>\n<p>Nella serata siamo andati su un pratone poco sotto le vedute del Monte Autore.&nbsp; Abbiamo visto due meteore eccezionali. La prima ha illuminato per pochi istanti tutta la valle, la seconda di un colore verde smeraldo ha attraversato il cielo su tutto l&#8217;orizzonte da est verso ovest.<\/p>\n<p>Mi piacerebbe che Lodovico, negli ultimi momenti di sofferenza prima di lasciarci, abbia potuto ricordare quelle immagini e quelle sensazioni vissute insieme, cos\u00ec come le ricordo io.<\/p>\n<p>Lodovico \u00e8 quel signore che vi sorride simpaticamente con i suoi baffi e la camicia a mezze maniche.<\/p>\n<p>Fabio<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">***********<br \/>\nLucia Serio<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sentieroverde.org\/Ricordi\/Lucia_3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.sentieroverde.org\/Ricordi\/mini\/Lucia_3_small.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"168\"><\/a>Lucia ci ha lasciato dopo una vita di sofferenze e di dolore<\/p>\n<p>Lucia non ha mai visto, faticava a camminare ed a parlare per una terribile malattia.<br \/>\nEppure durante le escursioni fatte insieme, la sua dignit\u00e0 e forza d\u2019animo ci hanno sostenuto nei momenti di difficolt\u00e0.<br \/>\nTi ringrazio per averti conosciuto, ho capito che se siamo forti dentro possiamo vincere tutto.<\/p>\n<p>Ciao Lucia,<br \/>\nFabio<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">***********<br \/>\nGianfranco Becchere<\/h2>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><em>Come lo ricorda Antonio Citti<\/em><br \/>\n<em> (fondatore di Sentiero Verde)<\/em><\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/www.sentieroverde.org\/Accompagnatori\/Miniature_accompagnatori\/gianfranco_becchere_b.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft\" src=\"https:\/\/www.sentieroverde.org\/Accompagnatori\/Miniature_accompagnatori\/gianfranco_becchere_b.jpg\" alt=\"\" width=\"144\" height=\"181\"><\/a>&#8220;Pochi tra gli escursionisti non hanno conosciuto o sentito parlare di Gianfranco Becchere: una persona veramente straordinaria.<\/p>\n<p>Straordinaria la sua modalit\u00e0 di affrontare le cose della vita cos\u00ec come un&#8217;avventura in montagna. Proiettato in avanti, verso la meta prescelta ma con i piedi per terra, concretamente concentrato sul cammino e sugli ostacoli da superare o aggirare, senza pretese n\u00e9 arroganza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La semplicit\u00e0 e la grande capacit\u00e0 di farti comprendere il percorso non sminuendone n\u00e9 ingigantendone le difficolt\u00e0 ma ponendosi umilmente il quesito: posso farcela? come?<\/p>\n<p>Un altro aspetto del suo carattere il grande amore per il suo territorio: la Tuscia, cos\u00ec dolce e cos\u00ec inquietante, forre spine e dirupi alternati a pianori torrenti e frutteti, castelli e necropoli, borghi cinti da mura e vicoli tortuosi, vini aspri e acque acidule, vulcani placati e ancora vivi nei fenomeni termali e le polle sulfuree, caratteri ruvidi e sanguigni un po&#8217; schivi e un po&#8217; esagerati, una storia antichissima alle spalle.<\/p>\n<p>Carattere un po&#8217; come quello di Gianfranco, generoso, pronto alle novit\u00e0 e a mettersi in gioco per andare avanti, ma capace anche di fermarsi ad allungare una mano a chi resta dietro.<\/p>\n<p>Non \u00e8 facile trovare qualcuno a cui potersi affidare, a cui affidare anche la propria vita. Gianfranco ti donava questa silenziosa garanzia nel breve tempo in cui entravi in contatto con lui per iniziare un percorso azzardato, cercando ogni volta di superare un po&#8217; i propri limiti ma senza strafare.<\/p>\n<p>Ricordo tra le altre una sua impresa particolare: la traversata invernale in solitaria del Massiccio del Gran Sasso, affrontata da pochi altri con successo.<br \/>\nNel CAI e nel Soccorso Alpino da sempre, in Sentiero Verde e poi come Istruttore Nazionale nella FIE Lazio, ha addestrato centinaia di futuri accompagnatori con il valido supporto della sua compagna e AEN Stefania Arcipreti, con l&#8217;obiettivo di fornire tecniche e strumenti per la progressione in sicurezza all&#8217;escursionismo avanzato.<\/p>\n<p>Altre centinaia di escursionisti l&#8217;hanno conosciuto come guida appassionata e tranquilla nei percorsi pi\u00f9 impegnativi e pi\u00f9 tecnici.<br \/>\nNon esagero se affermo che Gianfranco pu\u00f2 essere preso ad esempio come accompagnatore e come escursionista ma anche soltanto come uomo.<br \/>\nE io lo voglio ricordare come amico e quasi come un fratello maggiore, nei momenti in cui, nella cantina scavata nel tufo della casetta a Soriano al Cimino, parlavamo dei programmi futuri, dei viaggi, dei nuovi itinerari, mentre orgogliosamente mi riempiva il bicchiere del vino fatto con le sue mani, forte, buono, saporoso, sanguigno come lui e sorrideva stringendo gli occhi.&#8221;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">*********************************<br \/>\nIl saluto di Paolo Piacentini<br \/>\n(presidente Federtrek)<\/h4>\n<p>Ciao Gianfranco, anche tu ci hai lasciati per il tuo viaggio pi\u00f9 misterioso, siamo sicuri che starai gi\u00e0 salendo altre vette a noi ancora sconosciute.<\/p>\n<p>Tutti ti ricorderanno per la tua saggezza e la grande umanit\u00e0 fatta di poche parole e tanti atti concreti. Uno dei segni indelebili che porto nel cuore \u00e8 la bellissima esperienza del trekking sulla Laga.<\/p>\n<p>Tu e Stefania, in un idillio perfetto, davate sicurezza al gruppo, anche li con discrezione ma sempre come punto di riferimento fondamentale. L&#8217; amore per la montagna ti ha accompagnato anche in questa lunga sofferenza e la tua voglia di vincere ti faceva dire ogni giorno che una volta guarito avresti desiderato accompagnarci su qualche meraviglioso nevaio; sarebbe stato fantastico rivivere insieme le emozioni forti di un vento freddo sul viso mentre gli sguardi osservano orizzonti infiniti, dopo una salita accompagnati dal tuo silenzioso coraggio.<\/p>\n<p>Ne sono sicuro, vedremo il tuo sorriso ogni volta che in solitaria su una vetta ci fermeremo tra la neve a guardare il cielo in contemplazione .<br \/>\nAncora un grande enorme abbraccio carissimo Gianfranco, rimarrai per sempre nei nostri cuori.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">*********************************<br \/>\nL\u2018 ULTIMA ESCURSIONE DI GIANFRANCO<\/h4>\n<p>Quelle che seguono sono emozioni che ho percepito il giorno in cui ti abbiamo salutato per l\u2019ultima volta, caro, amato Gianfranco. E\u2019 stato il giorno che ricorder\u00f2 per sempre come quello in cui ci ha guidato, ancora una volta, nella tua ultima escursione.<\/p>\n<p>Devo confessarlo: quella mattina ti ho trovato bellissimo!<\/p>\n<p>L\u2019 ennesima escursione che ci avevi proposto di fare tutti insieme, era solo l\u2019ultima delle tue invenzioni. L\u2019ultima ad esserti balenata in testa e tu eri gi\u00e0 pronto da ore.<br \/>\nQuando siamo arrivati all\u2019appuntamento, tardi, il sole era gi\u00e0 troppo alto nel cielo di quella splendida giornata d\u2019inverno ma tu, come sempre, non hai battuto ciglio.<\/p>\n<p>Ti sei presentato, come al solito, in tenuta impeccabile, addirittura elegante nel tuo abito preferito: quello da montagna.<br \/>\nMi ricordo che ai piedi indossavi un paio di scarponi gialli, nuovi, immacolati. Secondo me li avevi acquistati diverso tempo prima. Chiss\u00e0 da quanto aspettavi l\u2019occasione giusta per tirarli fuori?<\/p>\n<p>Quegli scarponi mi hanno fatto pensare a due bambini, a due fratelli gemelli pronti a correre, per la prima volta nella loro vita, sopra la neve fresca e ad affondarci dentro, emozionati e felici di trovarsi proprio l\u00ec.<br \/>\nNelle grandi mani nodose, in quelle mani che, da sole, ci avevano raccontato la tua vita, stringevi invece, la pi\u00f9 bella e, sono sicuro, l\u2019unica cravatta che mai avresti potuto indossare: un cordino da ferrata, annodato, con tanto di moschettone appeso.<\/p>\n<p>Dopo averti salutato ti ho chiesto: \u201cBeh, che si fa quest\u2019oggi?\u201d \u2013 \u201cDai, dimmi con quale strampalata idea in testa ti sei addormentato ieri sera!\u201d.<br \/>\nNon mi hai risposto.<\/p>\n<p>Ho capito che nascondevi un segreto, forse una nuova sorpresa e, allora, sono rimasto anch\u2019io in silenzio.<br \/>\nDel resto ti sei sempre divertito a stupirci, a lasciarci attoniti, increduli di fronte al racconto delle tue avventure o alle tue proposte fuori dal comune.<br \/>\nMi sono fidato e, ancora una volta, alla cieca, ti ho seguito e basta. Anzi, ti abbiamo seguito.<\/p>\n<p>Quella mattina nell\u2019aria c\u2019era vento di tramontana ed era freddo. Un freddo come mai lo era stato per tutta quella stagione.<\/p>\n<p>Il cielo era azzurro, terso. Neanche l\u2019ombra di una nuvola osava impedire la vista, in lontananza, delle nostre amate montagne.<\/p>\n<p>Anche loro, per l\u2019occasione, si erano vestite con l\u2019abito della festa, quello bianco dell\u2019inverno e della neve.<\/p>\n<p>S\u00ec, quella era proprio la giornata giusta per venire in montagna con te!<\/p>\n<p>E devono essere stati in tanti a pensarlo perch\u00e9, quella mattina, non ce la facevi pi\u00f9 a contarci uno per uno. Spuntavamo da ogni angolo, ti circondavamo, mentre mani e braccia amiche, che non lo facevano pi\u00f9 da tempo, si stringevano forti fra di loro in centinaia e centinaia di saluti reciproci.<br \/>\nChe emozione! Che festa!<\/p>\n<p>Tu non avevi preparato un elenco di partecipanti, sarebbe stato impossibile pensare di fare un appello: non saremmo mai riusciti a partire.<br \/>\n\u201cSei stato davvero in gamba!\u201d \u2013 ti ho detto.<\/p>\n<p>\u201cTu, che hai sempre amato talmente tanto la libert\u00e0, da assecondare ogni volta il disegno del destino, senza mai fare troppi calcoli, stavolta hai proprio organizzato benissimo!\u201d \u2013 \u201cGuarda che successo!\u201d.<br \/>\nAncora una volta non mi hai risposto.<\/p>\n<p>Ad un tratto per\u00f2, devi aver detto qualcosa, forse hai fatto un cenno, anche se io non l\u2019ho n\u00e9 visto, n\u00e9 sentito.<\/p>\n<p>Mi sono ritrovato a seguirti a piedi, ancora una volta, insieme con gli altri, in una sorta d\u2019interminabile corteo fatto di amici e facce conosciute, in quella che si preannunciava come la pi\u00f9 grande escursione a cui avessi mai partecipato.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 tu, improvvisamente, ti sei avviato deciso verso la campagna.<br \/>\nE\u2019 vero, adesso che ci penso bene, c\u2019era qualcosa di strano.<\/p>\n<p>Mi ricordo che camminavamo ma non era un gran bel sentiero quello che calpestavamo, era asfalto. D\u2019accordo, c\u2019era la natura tutta intorno, c\u2019erano gli alberi, il verde.<\/p>\n<p>C\u2019era persino il cinguett\u00eco di qualche uccello, anch\u2019esso sorpreso, ma non era un gran bel posto. Uno di quelli ai quali, tanto per intenderci, ci avevi abituati.<\/p>\n<p>E poi stavamo camminando nella direzione opposta alle montagne.<\/p>\n<p>Incominciavo a innervosirmi e, per la prima volta, un po\u2019 deluso, stavo per gridarti:<\/p>\n<p>\u201cMa dove ci stai portando Gianfranco?\u201d \u2013 \u201cChe cosa ti sei inventato stavolta?\u201d.<\/p>\n<p>A quel punto la strada ha fatto un paio di svolte e subito dopo, superando un dosso, \u00e8 giunta in cima a una collina.<\/p>\n<p>In basso appariva una pianura e, al centro di quella pianura si stagliava la sagoma rotonda di un grande lago. La giornata iniziava a spegnersi mentre il sole, al tramonto, sembrava aver scelto di andare a morire proprio l\u00ec, dentro quel lago che, attimo dopo attimo, si colorava sempre pi\u00f9 di riflessi rosso fuoco.<br \/>\nEra uno spettacolo straordinario, anche perch\u00e9 il vento, che aveva soffiato tutto il giorno, all\u2019improvviso era cessato, i rari uccelli avevano smesso di cantare e, al silenzio della natura si sommava quello dei nostri occhi spalancati, increduli, umidi.<br \/>\nAllora, soltanto allora, ho capito dove ci stavi portando.<br \/>\nPoi mi sono voltato indietro. Sullo sfondo c\u2019erano ancora loro, le montagne innevate del nostro Appennino.<br \/>\nEra strano per\u00f2, apparivano inspiegabilmente pi\u00f9 grandi e maestose di quanto non lo fossero state al mattino.<br \/>\nEppure quel giorno avevamo camminato in direzione opposta, allontanandoci da loro!<br \/>\nHo stropicciato gli occhi, ho cercato di capire orientandomi e ho guardato ancora una, due, tre volte ma, ogni volta che le osservavo, quelle montagne mi sembravano sempre pi\u00f9 grandi, immense, vicine.<br \/>\nNe sono sicuro!<br \/>\nTu, Gianfranco, non le avevi invitate ma loro camminavano con noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Mauro Calandrino<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">*********************************<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">NUVOLA<\/h4>\n<p>Ci siamo legati alle tue braccia volanti<\/p>\n<p>pensando sfiorassero i sassi,<\/p>\n<p>invece, inseguivano il cielo.<\/p>\n<p>Ora che sei tornato nuvola,<\/p>\n<p>ti cercheremo ogni volta,<\/p>\n<p>dentro la tenera carezza della neve<\/p>\n<p>Mauro Calandrino<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">*********************************<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Trailer spedizione in Nepal<\/h4>\n<div style=\"width: 140px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sentieroverde.org\/Accompagnatori\/Gianfranco.avi\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sentieroverde.org\/Accompagnatori\/Miniature_accompagnatori\/Gianfr_trail_AVI.jpg\" alt=\"\" width=\"130\" height=\"104\"><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Formato AVI<\/p><\/div>\n<div style=\"width: 140px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.sentieroverde.org\/Accompagnatori\/Gianfranco_.mpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sentieroverde.org\/Accompagnatori\/Miniature_accompagnatori\/Gianfr_trail_mpg.jpg\" alt=\"\" width=\"130\" height=\"104\"><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Formato mpeg<\/p><\/div>\n<h2 style=\"text-align: center;\">***********<br \/>\nDamiana Chiesa<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.sentieroverde.org\/Ricordi\/Damiana_small.jpg\" alt=\"\" width=\"181\" height=\"250\">Vorrei qui ricordare Damiana. Come la ragazza soave che era.<\/p>\n<p>L&#8217;ho conosciuta quando si era fidanzata, e poi sposata, con un caro amico.<\/p>\n<p>Lavorava ancora presso la FAO a Roma. Solo in seguito si licenzi\u00f2 per andare a studiare all&#8217;Universit\u00e0 della Tuscia.<br \/>\nIn quel tempo vivevo nella campagna a Roma, vicino Ponte Galeria. Adesso \u00e8 difficile crederlo, ma negli anni 1988-1990 la zona ove adesso vi \u00e8 la nuova Fiera di Roma era aperta campagna. Quando ci venivano a trovare si notava per la sua bellezza ed il suo carattere: era sempre calma, mai adirata, mai con la voce alzata. I suoi erano separati, ed una volta port\u00f2 in campagna sua madre, una donna intelligente che, prima di ammalarsi, and\u00f2 a lavorare presso la Cooperativo Alce Nero: ogni volta che vedo un prodotto biologico di questa cooperativa, lo associo a sua madre.<\/p>\n<p>Poi mi trasferii nel Viterbese, mentre lei and\u00f2 a vivere per un certo periodo a Vitorchiano, un paesino molto vicino all&#8217;Universit\u00e0 della Tuscia.<br \/>\nRicordo una gita a cercare casolari nella vicina Umbria.<br \/>\nAnd\u00f2 in Australia: ritorn\u00f2 con una tovaglia con disegnati animali australiani, ed un piccolo vetro impiombato che rappresenta un pappagallo. Ogni volta che li vedo penso a lei, ed al freddo che deve aver patito.<br \/>\nSapendo del suo russo, la ringraziavo con uno &#8220;spasiba&#8221;<\/p>\n<p>Poi si separ\u00f2, e come spesso succede, questo porta ad una divisione tacita delle frequentazioni.<\/p>\n<p>I nostri rapporti erano per\u00f2 rimasti sereni, e lei era una persona squisita.<br \/>\nNel dicembre 1992 fui ricoverato all&#8217;ospedale di Viterbo per una appendicite: lei mi venne a trovare e mi port\u00f2 in dono &#8220;Il profeta&#8221; di Kahlil Gibran.<\/p>\n<p>Fu l&#8217;ultima volta che la vidi.<\/p>\n<p>Quando fui avvertito della sua morte, per telefono dal suo ormai ex marito, lui non fece altro che piangere ed urlare per 10 minuti: il loro divorzio era stato civile, come era lei, mai fuori le righe.<\/p>\n<p>Cercare altre notizie sulla sua morte era difficile: Google \u00e8 del 1998, ma posso dire che negli anni varie volte ho cercato di fare ricerche con il suo nome, sempre infruttuose.<\/p>\n<p>Solo adesso ho trovato il link al vs sito, ed un articolo del Corriere della Sera del 14 ottobre 1997 che descrive la tragedia.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/archiviostorico.corriere.it\/1997\/ottobre\/14\/Tormenta_alta_quota_morti_assiderati_co_5_9710142745.shtml\">https:\/\/archiviostorico.corriere.it\/1997\/ottobre\/14\/Tormenta_alta_quota_morti_assiderati_co_5_9710142745.shtml<\/a><\/p>\n<p>TRAGEDIA SULLE ALPI SVIZZERE<br \/>\nTormenta in alta quota, morti assiderati due escursionisti<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211; TRAGEDIA SULLE ALPI SVIZZERE Tormenta in alta quota, morti assiderati due escursionisti LOCARNO<br \/>\n&#8211; La prima neve sulle Alpi svizzere Valmaggesi, a quota 2400, ha provocato due morti per assideramento. Le vittime, di una una comitiva di 6 persone che domenica erano dirette verso il rifugio Cristallina, sono Taddeo Quadranti, 45 anni, di Ronago (Como), e Damiana Chiesa, 34, cittadina italiana domiciliata a Bellinzona in Svizzera. La gita, organizzata dall&#8217;Associazione Amici del Trekking di Vacallo, prevedeva la partenza dal lago Naret dove erano state lasciate le auto: 5 &#8211; 6 ore di marcia, 1500 metri di dislivello.<\/p>\n<p>Domenica alle 9.30 il piccolo gruppo si era incamminato quando gia&#8217; un settimo escursionista aveva rinunciato. E dopo soli 15 minuti altri due gitanti si sono ritirati. I quattro rimasti, continuando la marcia, hanno raggiunto il rifugio verso le 15. Uno spuntino e poi di nuovo in cammino verso il passo del Naret.<\/p>\n<p>E&#8217; a questo punto che sono stati sorpresi dal maltempo. Banchi di nebbia gelida accompagnati da una fitta nevicata che in pochi minuti ha ricoperto tutto il sentiero sorprendendo i quattro escursionisti in abbigliamento non certo idoneo alle condizioni meteorologiche improvvisamente precipitate.<\/p>\n<p>Allarmato dal fatto che il Quadranti e la Chiesa manifestavano segni di assideramento, il capogita ha deciso di proseguire da solo verso la diga del Naret, dove erano state parcheggiate le auto, per dare l&#8217;allarme lasciando sul posto ad assistere gli amici un quarto escursionista. Salita sull&#8217;auto la guida si e&#8217; diretta verso Fusio ma, a causa del terreno scivoloso sempre per il maltempo, quasi subito ha perso il controllo del veicolo che e&#8217; finito fuori strada.<\/p>\n<p>Ha perci\u00f2 dovuto continuare a piedi la disperata corsa in cerca di aiuto e ha potuto lanciare l&#8217;allarme, via radio, solo in localit\u00e0 Grasso: erano gia&#8217; le 23. Da due ore una colonna del Club alpino svizzero era stata allertata dalla polizia cantonale che aveva raccolto l&#8217;s.o.s lanciato da uno di coloro che aveva rinunciato all&#8217;escursione preoccupato del mancato rientro.<\/p>\n<p>&#8220;Dopo i primi soccorsi al capogita &#8211; spiega Federico Terzi del Cas di Locarno &#8211; che accusava principi di assideramento, anche perch\u00e9 aveva lasciato alcuni vestiti ai suoi compagni in difficolt\u00e0, abbiamo raggiunto la zona segnalata ma solo dopo l&#8217;una di notte le grida disperate della donna rimasta ad assistere i due ci hanno condotti sul posto. Troppo tardi: Taddeo Quadranti e Damiana Chiesa non davano pi\u00f9 segni di vita&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">De Carli Vittore<\/p>\n<p>Pagina 49<br \/>\n(14 ottobre 1997) &#8211; Corriere della Sera<\/p>\n<p>Non ho trovato altro: qualcuno forse pu\u00f2 essere pi\u00f9 preciso? In particolare: dall&#8217;articolo sembra che la sopravvissuta fosse rimasta ad assistere Damiana e l&#8217;altro escursionista. E&#8217; plausibile? Oppure l&#8217;ultima donna si \u00e8 salvata coperta dai corpi di Damiana e Taddeo Quadranti, prefigurando un atto di eroismo civile?<\/p>\n<p>Comunque il carattere di Damiana, la sua capacit\u00e0 di indignarsi lo si pu\u00f2 vedere in un&#8217;altra lettera che aveva scritto alla Posta di Montanelli 40 giorni prima di morire, corriere della sera del 29 agosto 1997:<br \/>\n<a href=\"https:\/\/archiviostorico.corriere.it\/1997\/agosto\/29\/sindaco_vale_meno_cuoco__co_0_97082910983.shtml\">https:\/\/archiviostorico.corriere.it\/1997\/agosto\/29\/sindaco_vale_meno_cuoco__co_0_97082910983.shtml<\/a><\/p>\n<p>FERROVIE DELLO STATO Intercity inaffidabili Da un anno mi sono trasferita in Svizzera ma continuo a mantenere legami con Roma e ho potuto seguire l&#8217;evoluzione dei collegamenti ferroviari con la capitale. Innanzitutto rilevo la progressiva tendenza a limitare la capacit\u00e0 di scelta del viaggiatore. Il rapporto fra treni Eurostar (Alta Velocita&#8217;) o Intercity (o Eurocity) e treni Espresso e&#8217; di tre a due e sono pressoch\u00e9 costretta a prendere l&#8217;Eurostar. L&#8217;affidabilit\u00e0&#8217; dei treni Intercity e&#8217; quasi nulla: i ritardi oltre la mezz&#8217;ora sono frequenti e non si ha diritto ad alcun rimborso se oltre al supplemento non si e&#8217; in possesso di prenotazione del posto. Mi sembra che le FS abbiano deciso di compensare il proprio deficit offrendo un servizio poco trasparente in alcuni casi e &#8220;di lusso&#8221; in altri. Sono d&#8217;accordo nel pagare il supplemento per l&#8217;Eurostar: ma perch\u00e9 non aumentare in modo uniforme il biglietto anche sugli altri treni ed evitare di prendere in giro il viaggiatore con supplementi che non garantiscono un aumento di qualit\u00e0 nel servizio? Damiana Chiesa, Bellinzona<\/p>\n<p>Damiana, sei scomparsa a 34 anni, ben 13 anni fa: oggi saresti una bella signora di 47 anni, e il tuo ricordo vaga ancora, persino fra le tue maestre delle elementari.<\/p>\n<p>I tuoi verdi occhi sarebbero sempre bellissimi, e la tua voce soave.<\/p>\n<p>&#8220;Brevi furono i miei giorni fra voi, e ancora pi\u00f9 brevi le parole da me pronunciate.<br \/>\nMa se la mia voce dovesse affievolirsi nelle vostre orecchie,<br \/>\nE il mio amore svanire dal vostro ricordo, allora io torner\u00f2, e parler\u00f2 con cuore pi\u00f9 ricco e labbra pi\u00f9 cedevoli allo spirito.<br \/>\nS\u00ec, io ritorner\u00f2 con il riflusso.<br \/>\nE bench\u00e9 la morte possa nascondermi, e il pi\u00f9 grande silenzio avvilupparmi, ancora una volta cercher\u00f2 la vostra comprensione.<br \/>\nE non cercher\u00f2 invano.<br \/>\nSe quanto ho detto \u00e8 verit\u00e0, quella verit\u00e0 vi si manifester\u00e0 con voce pi\u00f9 chiara e con parole pi\u00f9 affini ai vostri pensieri&#8221;<\/p>\n<p>Kahlil Gibran &#8220;Il profeta&#8221;<\/p>\n<p>Ciao Damiana. Che la terra ti sia lieve.<\/p>\n<p>Se qualcuno sa dove \u00e8 sepolta, lo comunichi per favore.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Maurizio Gaeta<br \/>\n<a href=\"mailto:gaetamaurizio@hotmail.com\">gaetamaurizio@hotmail.com<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">26 marzo 2010<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">*********************************<br \/>\nUn ricordo di Damiana da un suo collega di universit\u00e0<\/h4>\n<p>Damiana me la ricordo bene, eravamo inquilini alla casa dello studente di Viterbo dove studiavamo all&#8217;Universit\u00e0.<br \/>\nE mi ricordo molto bene anche il suo dolcissimo sorriso la sua pacatezza che forse nascondevano anche un po&#8217; di timidezza&#8230;. le le mille e chiaccherate la sera, in sala televisione..<br \/>\nDopo la laurea le nostre strade hanno preso direzioni diverse, lei per le montagne ed io nel mondo delle malattie delle piante..<\/p>\n<p>La notizia della sua atroce morte mi ha letteralmente sconvolto e ancora oggi, a distanza di cosi tanti, anni non riesco a farmene una ragione..<br \/>\nOgni emozione che ho provato e che provo la tengo dentro di me per\u00f2 sappi, Damiana, che sarai sempre un esempio nel mio lavoro dove cercher\u00f2 di mantenere vivo il tuo amore per la natura e l&#8217;ambiente&#8230;<\/p>\n<p>Un abbraccio forte forte<br \/>\nEnrico Chiarot<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">*********************************<\/h4>\n<p>Ciao Damiana,<br \/>\n\u00e8 passato molto tempo da quando il gelo ti ha avvolto nel suo abbraccio. Non ti ho mai dimenticata. Eri una persona cos\u00ec particolare.. non passavi certo inosservata con i tuoi capelli rosso fuoco e gli occhi verdissimi e con il tuo nome risorgimentale.<\/p>\n<p>Ricordo quando sei venuta a propormi di organizzare escursioni per gli stranieri e io ti ho chiesto: inglese o francese? E tu mi rispondesti semplicemente: no, in russo. Ancora conservo il floppy con la tua locandina in cirillico, chiss\u00e0 cosa c\u2019\u00e8 scritto\u2026.<\/p>\n<p>Ho saputo del tuo destino all\u2019improvviso. Ti sapevo in viaggio con amici in Svizzera. Ci eravamo visti un mese prima e avevamo parlato a lungo della tua voglia di trovare un punto di stabilit\u00e0 nella tua vita, di dare un senso forte alla tua scelta di fare l\u2019accompagnatore escursionistico.<\/p>\n<p>Non ho subito capito che parlavano di te. Ho sentito di turisti sorpresi dalla tormenta e tra loro italiani\u2026poi mi hanno detto che l\u2019italiana eri tu.<\/p>\n<p>Ho cercato notizie pi\u00f9 precise e ho letto i giornali svizzeri per capire cosa fosse successo e mi sono figurato tutto come in un documentario tragico della mente.<\/p>\n<p>Vi ho visti partire per una passeggiata in montagna: in sei, tempo bello, fine estate, felpe e calzoncini, una passeggiata facile fino al rifugio, uno spuntino, due risate, il ritorno nei colori del tramonto. Gi\u00e0 arrivati al parcheggio il tempo si oscura, l\u2019amico che conosce il posto insiste: siamo vicini, ormai \u00e8 stupido tornare indietro, ci roviniamo la giornata\u2026 non so cosa abbia detto per convincere voi tre. S\u00ec, perch\u00e9 una coppia rinuncia e vi lascia: la radio dice che il tempo brutto avanza velocemente. Il cielo \u00e8 nero. Che facciamo? Si va ugualmente. Chiss\u00e0 forse hai cercato di dissuaderli, forse hai pensato: \u00e8 meglio che resto con loro, ormai sono decisi, posso essere d\u2019aiuto.<\/p>\n<p>Si va veloci mentre comincia a nevicare prima piano poi pesantemente, andiamo, manca poco, arriviamo al rifugio e ci fermiamo l\u00ec, tanto \u00e8 gestito e aperto.<\/p>\n<p>Non sapevano che il gestore, sentita la previsione meteo disastrosa, in assenza di prenotazioni, da svizzero preciso aveva chiesto di poter chiudere e se n\u2019era andato solo mezz\u2019ora prima del loro arrivo, prendendo un altro percorso per arrivare al parcheggio.<\/p>\n<p>Porc.. \u00e8 sbarrato, se n\u2019\u00e8 andato.. ecco le impronte.. che freddo.. che facciamo? Torniamo indietro.. no seguiamo le orme.. veloci! Veloci!<br \/>\nLa neve cade e cade e cade\u2026 intralcia il passo,,, il vento ti turbina intorno,,, non ci si vede,,, che freddo.. non ce la faccio pi\u00f9! Mi fermo un po\u2019! Non bisogna fermarsi \u2013ti sento dire nella mia mente<br \/>\n-avanti ti tengo io, andiamo\u2026 datemi una mano\u2026<\/p>\n<p>Ecco il momento fatale: l\u2019amico che conosceva il posto si rende conto che manca poco al parcheggio e magari pu\u00f2 trovare il gestore o qualcuno che si \u00e8 attardato\u2026 vado avanti, se trovo qualcuno lo mando a chiedere aiuto.. voi seguite le mie orme.. coraggio.. siamo vicini..<\/p>\n<p>In breve supera le poche centinaia di metri dall\u2019auto tirando fuori tutte le sue energie perch\u00e9 forse si sente colpevole del dramma che sta travolgendoli, ma l\u00ec non c\u2019\u00e8 nessuno e la neve gi\u00e0 quasi copre la macchina\u2026 bisogna metterla in moto senn\u00f2 non ce la facciamo a scappare da qui\u2026 togli la neve con le mani diventate blu dal gelo, infila la chiave e gira e gira e prova e prova.. parte! parte! Via usciamo da qui!!<\/p>\n<p>-vedo l\u2019auto che si scrolla della coltre di neve e sbalza in avanti, vedo l\u2019auto che slitta e gira su se stessa, vedo l\u2019auto che si rovescia nella cunetta, vedo lui che sbatte la testa e resta immobile-<\/p>\n<p>-vedo Damiana che cerca di non far capire che \u00e8 disperata, vedo gli amici, lui ormai livido dal freddo non ce la fa non ce la fa, lei non ha pi\u00f9 forze, \u00e8 stravolta, si dispera, Damiana li incita ancora, non ce la fanno, basta basta, non posso non posso andare avanti, lasciaci qui lasciaci basta\u2026 basta-<\/p>\n<p>Damiana cosa hai pensato? Io ti ricordo Damiana, ti ricordo generosa, ti ricordo sensibile, ti ricordo tenace.. Damiana avevi gi\u00e0 scelto? Hai deciso in quel momento? Non vi lascio no non vi lascio, adesso arriveranno, stringiamoci, facciamoci calore, adesso arrivano, non possono essere lontani\u2026<\/p>\n<p>Il tuo amico si riprende, \u00e8 stordito, la macchina \u00e8 inutilizzabile, esce e si avventa sulla strada, vaga finch\u00e9 la tormenta non \u00e8 pi\u00f9 che un muro grigio vorticante\u2026 \u00e8 finita, pensa, \u00e8 finita. Ecco invece che bagliori dorati fendono la cortina di grigio: \u00e8 una casa siamo salvi! Aiuto! Aiuto!<\/p>\n<p>-gli svizzeri sono efficienti e allertati, in un\u2019ora arrivano i soccorsi alla casa, un\u2019altra ora per raggiungere Damiana, due ore erano gi\u00e0 passate, forse si sarebbe potuta salvare se avesse lasciato i suoi amici, forse si sarebbe potuta salvare se non fosse stata lei a coprirli col suo corpo-<\/p>\n<p>Si salver\u00e0 solo l\u2019amica, al centro del gomitolo di corpi. Damiana no.<\/p>\n<p>Il tuo abbraccio Damiana ha salvato una vita, il tuo abbraccio caldo, sincero. Il tuo abbraccio e il tuo ricordo ci avvolge ancora. Ho ancora il tuo misterioso floppy con me.<\/p>\n<p>Ciao Damiana Chiesa.<br \/>\nAntonio Citti<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">*********************************<br \/>\nIl ricordo della sua maestra<\/h4>\n<p>Vorrei ricordare Damiana.<br \/>\nHo appreso la notizia solo adesso dopo tanti anni di distanza, per puro caso navigando in internet.<br \/>\nSono stata la sua insegnante di quinta elementare nella scuola &#8220;Francesco Crispi&#8221; di Roma nei lontani anni &#8217;70.<br \/>\nEra una ragazza straordinaria ma non solo perch\u00e9 era la pi\u00f9 brava della classe,eccellendo in tutte le materie, ma per la sua incredibile umanit\u00e0 che la portava soprattutto a porgere il proprio aiuto ai pi\u00f9 deboli. ho sempre conservato di lei un ricordo bellissimo.<br \/>\nMi unisco nel cordoglio di tutti.<\/p>\n<p>Gabriella Dennetta<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">***********<br \/>\nSalvatore Ricci<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.sentieroverde.org\/Ricordi\/Salvatore_Ricci.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"259\">L&#8217;aspetto pi\u00f9 vivido del ricordo di Salvatore sicuramente \u00e8 legato alla sua figura. Il viso forte, gli occhi intensi e profondi, la criniera bianca che circondava il viso e la voce profonda: un&#8217;immagine inconfondibile che ne accentuava il carisma personale, facendolo spiccare in ogni occasione collettiva.<\/p>\n<p>Un organizzatore nato, con la capacit\u00e0 di progettare e, soprattutto, realizzare i progetti in cui si imbarcava.<\/p>\n<p>E&#8217; per questo aspetto che ci siamo trovati ben presto in sintonia e abbiamo cominciato ad intrecciare i nostri percorsi.<\/p>\n<p>Salvatore aveva sviluppato la propria passione di escursionista coniugandola alla propria naturale attitudine all&#8217;attivismo sociale e politico e all&#8217;amore per la natura. Un tale cumulo di interessi e attivit\u00e0 condotte in prima persona lo ha portato a cercare concretezza nelle strutture organizzative della Biolca nella Legambiente e di Sentiero Verde nella FIE.<\/p>\n<p>Ricordo le discussioni in cui si cercava di dare regole alla nascente FIE Lazio e ricordo il contributo di chiarezza fornito molto spesso da Salvatore con la pacatezza dei suoi interventi che riuscivano a esorcizzare i bizantinismi e le evoluzioni dialettiche di alcuni altri.<\/p>\n<p>Durante il corso di formazione per Accompagnatore Escursionistico Nazionale della FIE di cui aveva accettato il ruolo di coordinamento, discutendo con lui dei metodi da adottare per coinvolgere pi\u00f9 escursionisti nella gestione consapevole e organizzata delle associazioni e dare un sostanziale orientamento ambientalista e sociale al mondo degli escursionisti, allora dominato dalle figure da &#8220;macho&#8221; e dalla competitivit\u00e0, abbiamo trovato molti punti in comune e si \u00e8 sviluppata tra noi una forte amicizia.<\/p>\n<p>Un\u2019amicizia improntata al rispetto, al piacere delle mete in montagna condivise e alla consapevolezza di essere uniti nello sforzo per far nascere un nuovo tipo di accompagnatore e una nuova mentalit\u00e0 tra gli escursionisti.<\/p>\n<p>Giudicate voi quanti e quali siano stati i risultati.<\/p>\n<p>Volevamo anche affrontare i nodi di un modo verticistico e settario di intendere l&#8217;organizzazione e cominciammo a discutere di come fare per formulare un progetto comune tra la Legambiente e FIE sulla sentieristica nel Lazio con l\u2019obiettivo di arrivare anche ad avere una rete logistica di rifugi simile a quella del Nord.<\/p>\n<p>Per questo sogno intendeva approfittare del tempo libero offerto dal pensionamento: purtroppo la malattia che lo ha colpito non glie ne ha dato la possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>La forza d&#8217;animo con cui ha affrontato il male, battagliando a testa alta, riportando vittorie entusiasmanti anche se effimere, mi ha fatto conoscere l&#8217;aspetto pi\u00f9 determinato del suo carattere.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 di procedere, cercando di condurre una vita normale, mantenendo viva finch\u00e9 le forze lo hanno sostenuto la passione pi\u00f9 vera, quella per le escursioni e la montagna, ne hanno scolpito la figura nella memoria di tutti .<\/p>\n<div style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sentieroverde.org\/Ricordi\/Salvatore_small.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"164\"><p class=\"wp-caption-text\">Damiana e Salvatore<\/p><\/div>\n<p>Se ci\u00f2 \u00e8 possibile, ovunque sia, sono convinto che Salvatore si sta dando da fare per migliorare il posto in cui si trova.<\/p>\n<p>Ogni volta che un&#8217;escursionista percorrer\u00e0 il Sentiero della Pace sappia che \u00e8 nella forza del tuo ricordo che abbiamo trovato la tenacia per portare a compimento questo sogno ed \u00e8 per questo che lo abbiamo dedicato a te.<\/p>\n<p>Buone escursioni Salvatore.<br \/>\nAntonio Citti<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">***********<br \/>\nMassimo Copponi<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.sentieroverde.org\/Ricordi\/MASSIMO_COPPONI_small.jpg\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"299\">Da quando ci siamo conosciuti Massimo era circondato da una fama di persona sfortunata. Sar\u00e0 perch\u00e9 in quella manifestazione studentesca fu l\u2019unico ad essere fermato dalla polizia, sar\u00e0 per il suo carattere un po\u2019 ombroso che contrastava con la sua energia e voglia di agire, di essere presente. Per questo ci siamo a volte rincontrati: sia nella mia breve esperienza sindacale che per lui divenne un vero e proprio impegno facendolo diventare uno dei responsabili dell\u2019Unione Sindacale Italiana, che occasionalmente durante le escursioni.<\/p>\n<p>In questi incontri Massimo matur\u00f2 l\u2019idea di approfondire la conoscenza della montagna e delle tecniche di orientamento seguendo il corso di AEN e condivise questa scelta con la sua compagna, Maria.<\/p>\n<p>Spesso, durante i due anni di durata del corso, mi accorgevo che riusciva a fatica a reggere fino alla fine alla stanchezza, che immaginavo dovesse lo appesantisse per il lavoro e le riunioni sindacali e gli impegni familiari, resi pressanti dai problemi della madre e dalla nascita di un figlio.<\/p>\n<p>Guadagnato entrambi l\u2019attestato, inizi\u00f2 il loro impegno di accompagnatori, limitato ma costante, coinvolgendomi anche in qualche itinerario nella Tuscia, che entrambi amavamo e cercavamo di frequentare.<\/p>\n<p>La scomparsa della cognata, Lucia Massetti, una delle prime socie di Sentiero Verde, a causa di un tumore; la comparsa di una grave forma di depressione in Maria dopo la perdita del lavoro; il suo inaspettato suicidio: una serie di eventi terribili a cui Massimo aveva fatto fronte con grande coraggio e forza d\u2019animo, prendendosi il carico del figlio e cercando di stemperare nel lavoro nella biblioteca comunale APPIA di via La Spezia e come RSU nell\u2019USI, il peso del dramma impostogli dalla vita.<\/p>\n<p>In questo periodo riuscimmo anche a fare un\u2019escursione insieme alla necropoli etrusca di Norchia e ci riproponemmo di organizzare iniziative per la FIE nella sua biblioteca.<\/p>\n<p>Lo stress e il dolore per\u00f2 gli hanno impedito di realizzare i suoi propositi e l\u2019hanno stroncato nel sonno senza preavviso il 21 dicembre 2003.<\/p>\n<p>Ciao Massimo. Non posso non pensarti ancora intento a organizzare qualcosa l\u00e0 dove sei ora.<\/p>\n<p>Prepara qualche sentiero anche per noi.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">***********<br \/>\nRoberto Pelloni<\/h4>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.sentieroverde.org\/Ricordi\/Roberto_Pelloni_small.jpg\" alt=\"\" width=\"299\" height=\"205\">E&#8217; stato tra i primissimi soci di Sentiero Verde e io vorrei che fosse ricordato per la sua disponibilit\u00e0 e bont\u00e0, nonostante il carattere un po&#8217; chiuso, da vecchio montanaro, come in questa foto, mentre veglia premurosamente gli amici che dormono sfiniti da una lunga camminata nel Parco d&#8217;Abruzzo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qui chi vuole pu\u00f2 inserire dei pensieri sugli amici che non sono pi\u00f9 con noi. Nella mail possono essere allegate anche immagini. *********** Lodovico Scudetti Per una triste coincidenza, ho letto la notizia da una mail del 7 settembre 2017, mentre ero sui Monti Simbruini per una serie di verifiche su sentieri che&nbsp; Lodovico mi aveva mostrato per inserirli nel programma delle nostre escursioni. Gi\u00e0 in primavera mi aveva chiamato per dirmi che non avrebbe potuto aiutarmi per le uscite in programma con lui per tutto l&#8217;anno.&nbsp; Poco dopo ferragosto, ci aveva detto che le sue&nbsp; condizioni si erano aggravate&hellip; <a class=\"continue\" href=\"https:\/\/www.sentieroverde.org\/wordpress\/?page_id=1558\">Continua a leggere<span> Io me lo ricordo bene &#8230;<\/span><\/a><\/p>\n<p> <a class=\"continue-reading-link\" href=\"https:\/\/www.sentieroverde.org\/wordpress\/?page_id=1558\"><span>leggi tutto<\/span><i class=\"crycon-right-dir\"><\/i><\/a> <\/p>\n","protected":false},"author":1016,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":264,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-1558","page","type-page","status-publish","hentry"],"publishpress_future_action":{"enabled":false,"date":"2026-05-16 13:21:57","action":"change-status","newStatus":"draft","terms":[],"taxonomy":"","extraData":[]},"publishpress_future_workflow_manual_trigger":{"enabledWorkflows":[]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sentieroverde.org\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1558","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sentieroverde.org\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sentieroverde.org\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sentieroverde.org\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1016"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sentieroverde.org\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1558"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.sentieroverde.org\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1558\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36999,"href":"https:\/\/www.sentieroverde.org\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1558\/revisions\/36999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sentieroverde.org\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1558"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}