Tutto quello che c’è da sapere per le escursioni

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dopo l’escursione

Cominciamo dal basso: piedi, calze e scarponcini

Una nuova serie di articoli per camminare più sicuri e potersi dedicare alla osservazione delle meraviglie dei luoghi che attraversiamo.

Cominciamo dai piedi

Sono le estremità del nostro corpo continuamente sollecitate durante il cammino. Ogni passo è un piccolo colpo che i piedi devono assorbire. Il terreno con fondo irregolare sollecita le caviglie a torsioni laterali, con le discese ripide le dita dei piedi potrebbero toccare la punta interna delle scarpe, distrattamente potremmo colpire qualche pietra, alcuni sentieri sono molto sassosi, alcune escursioni si sviluppano prevalentemente su asfalto.

Cura dei piedi prima di una escursione

  • Tagliare corte e arrotondate le unghie dei piedi
  • Esercitare piedi e caviglie camminando su terreni irregolari

I problemi più comuni che potrebbero avere i nostri piedi durante una escursione sono: distorsione ad una caviglia, infiammazione della pianta del piede, vesciche

  • Distorsione ad una caviglia: se il percorso da completare non è troppo accidentato si può proseguire bloccando l’articolazione del piede con una fasciatura stretta con una solida benda, preferibilmente elastica.
    La fasciatura deve bloccare completamente il movimento del piede, quindi saranno applicati alcuni giri ben tesi tra la punta dello scarponcino e il lato posteriore della caviglia
  • Infiammazione della pianta del piede dovuta al terreno sassoso e calzature non adatte: si applica sul piede una pomata lenitiva antinfiammatoria a base di diclofenac o equivalente.
  • Vesciche: applicare un cerotto antivescica, cercando di mantenere il piede il più asciutto possibile.

Le calze

Dovranno essere di materiale sintetico o lana, preferibilmente alte, piuttosto spesse e morbide.

Gli scarponcini

Sono una parte fondamentale della nostra attrezzatura: la scelta, l’uso e la manutenzione.

La scelta

Se non si ha grande esperienza, ma anche dopo, è consigliabile provarli ed acquistarli in un negozio specializzato. Forse nelle grandi rivendite la spesa sarà minore, ma è fondamentale avere un’ampia scelta ed essere assistiti da personale competente. La prima volta sarà utile farsi aiutare da un amico esperto.

  • I primi scarponcini dovranno essere di tipo universale, buoni un po’ per tutte le stagioni. Non facciamoci condizionare troppo dal modello o dai colori e prepariamoci a non risparmiare troppo, perché per l’escursionismo servono calzature solide, non troppo pesanti, confortevoli e con altre caratteristiche importanti.
  • Portiamo con noi un paio di calze da escursionismo. Non acquistiamo subito la scarponcino, ma proviamone diversi, almeno tre, per trovare quello che calza perfettamente ai nostri piedi.
  • Ricordiamo che ogni piede umano è diverso e che anche i migliori modelli potrebbero non adattarsi bene ai nostri piedi.
  • Preferiamo gli scarponcini con il colletto alto perché offrono una maggiore protezione alla caviglia, prevengono eventuali graffi da rami bassi e limitano la possibilità che piccoli sassi o altro entri nella scarpa.
  • La punta dello scarponcino deve essere dura per proteggere il piede dagli urti frontali. La suola deve essere ben scolpita per una migliore presa sul terreno viscido. Il fondo della scarpa deve isolare il piede dal contatto con pietre aguzze, ma allo stesso tempo deve flettere se piegato con forza.
  •  La scarpa deve essere impermeabile ed avere una membrana traspirante. Verifichiamo che le solette sul fondo abbiano un buona consinstenza e siano rialzate, il bordo interno superiore deve essere imbottito per evitare vesciche.
  • I modelli di scarpa che calzano meglio devono essere provati con cura indossandoli completamente.
  • Facciamo vari passi, alcune torsioni laterali, dei colpi sul pavimento con la punta della scarpa, movimenti sulle punte e sui talloni. Nessun movimento deve provocare fastidio o dolore, ricordiamo che dovremmo percorrere molti Km sui terreni più vari.
  • Tolto lo scarponcino il piede deve in ottime condizioni, meglio che con le nostre scarpe di tutti i giorni, perché è stato costruito per offrire il massimo comfort.

Se dopo tutti i controlli e le prove qualcosa non va bene, chiediamo se hanno altri modelli oppure rinunciamo all’aquisto e proviamo con un altro negozio.

Uso
Dopo l’acquisto, facciamo vari Km di rodaggio in un parco, così alla prima uscita piede e scarponcino si sono già adattati.
Facciamo due nodi con fiocco ai lacci perché soprattutto quelli sintetici si slacciano dopo pochi passi, costingendoci a fermarci e rischiano di farci inciampare. Stringiamo in modo uniforme e con una certa forza i lacci. Evitiamo però di stringere troppo la parte finale per non bloccare la circolazione alla caviglia.

Manutenzione

Dopo l’escursione estraiamo subito la soletta. A casa li facciamo asciugare, rimuoviamo l’eventuale fango con una spazzola dura ed eliminiamo la polvere residua con un’altra spaazola più morbida. In alternativa possiamo lavare l’esterno e farli asciugare. Se lo scarponcino è tutto o in parte in pelle, sarà più morbida se curata con prodotti specifici.
Lo scarponcino deve essere riposto in un luogo areato. In nessun caso lasciato sotto il sole o esposto a fonti di calore eccessivo.
Dopo qualche anno dovremo cambiarli a malincuore perché consumati: sarà come separarsi da un amico fidato. Molto probabilmente non troveremo più quel modello perché la società dei consumi deve offrire sempre qualcosa di nuovo, ma non sempre di qualità migliore. 🙁

Testo a cura di Fabio Piferi
per qualsiasi chiarimento o supporto: webmaster@sentieroverde.org oppure 3479002912 (anche whatsapp)

 

Exp 27/02/2023 6:28pm
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