Sentiero E1 Lazio Nord

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Il sentiero E1 nel Lazio Nord inizia in Umbria, a Castelluccio di Norcia. Dalla piana di Castelluccio raggiunge Forca di Presta entrando nelle Marche. Attraversa i borghi terremotati di Pretare, Piedilama e Borgo di Arquata del Tronto. La tappa successiva attraversa il piccolo paesino di Camartina, scende a Pescara del Tronto, poi Tufo e infine entra definitamente nel Lazio, passando accanto al Santuario della Madonna delle Coste e raggiungendo Accumoli. Le popolazioni di questi luoghi terremotati, non potendo concentrarsi per motivi burocratici nella ricostruzione delle loro case, ma dimostrando il loro fortissimo attaccamento al loro territorio, hanno ripristinato l’antica sentieristica della zona con una bella segnaletica. Da Accumoli il sentiero E1 attraversa il fiume Tronto e con larghi giri attorno ai vari borghi ancora zone rosse impenetrabili, raggiunge Amatrice. Qui è stata creata una zona di accoglienza con agriturismi, ristoranti e negozi un po’ fuori del borgo in lenta ricostruzione. Dopo il passaggio al panoramico Eremo della Croce, si raggiunge il lago di Scandarello, il Caseificio del Casale Nibbi, si attraversa la Salaria e si raggiunge Collegentilesco e Torrita. Dopo una breve salita verso il Monte Rozzo (1398 m), si raggiunge Casali di Sopra e attraversando Vezzano si perviene a Cittareale nelle valle Falacrina. Notevole la Rocca di Re Manfredi, un vero baluardo al confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle due Sicilie. A Cittareale un piccolo interessante Museo Civico raccoglie i reperti di quella che si ritiene la villa dove nell’anno 9 d.C. nacque l’Imperatore Tito Flavio Vespasiano, i cui scavi, attualmente ricoperti, si trovano in località Pallottini. Da Cittareale inizia la tappa che raggiunge quasi la sorgente del fiume Velino, che nasce dalle pendici del monte Pozzoni (1903 m). Qui è stato trovata nell’acqua una statuetta ritraente la Madonna col Bambino, a cui è stato attribuito il miracolo della fine di un lungo periodo di siccità. E’ stato quindi edificato il Santuario della Madonna di Capodacqua. Il sentiero E1 raggiunge da qui Conca, passa accanto ai resti della villa natale di Vespasiano e raggiunge la Salaria vecchia, quindi Bacugno e Posta, alle pendici del Monte Terminillo.
Anche Posta è stato un paese di confine tra Stato Pontificio e Regno delle due Sicilie. Possiede un grande portale attraverso cui si entrava nella piazza del mercato. Un grande dipinto ad arco elenca i prodotti trattati nel mercato con i relativi prezzi in linguaggio medievale. Il sentiero E1 sale tra i monti per poi scendere e passare il fiume Velino su un ponte romano poco prima di Sigillo. Qui si può scegliere tra due alternative, una montana, che sale tra boschi meravigliosi a Micigliano, ottimo punto di sosta, l’altra alternativa è di attraversare le Gole del Velino effettuando dei facili guadi, però solo d’estate, quando il livello dell’acqua scende. Quest’ultima alternativa ci porta all’Abbazia di San Quirico e Giuditta e da lì, in una tappa successiva, si ricongiunge a Canetra con l’alternativa che scende da Micigliano attraversando una serie di bellissimi castagneti.
Siamo così giunti nel luogo conosciuto già dai tempi degli antichi romani dove il fiume Velino fa una grande curva verso Ovest nella piana di San Vittorino e si unisce al Peschiera, dopo che le sue acque, captate in buona parte per alimentare gli acquedotti di Roma, escono da una grande grotta sotto il monte Nuria. Qui troviamo le Terme di Vespasiano e la villa del figlio Tito, anche lui Imperatore romano. I due siti archeologici sono piuttosto vicini, caratterizzati dalla loro imponenza. Erano destinati nell’antichità a magnificare una grande quantità di acqua, che scendeva dalle montagne. Oggi di queste acque resta solo il lago di Paterno, di cui non si conosce la profondità, sacro per molti popoli italici, chiamato da Marco Terenzio Varrone “ombelico d’Italia”. Dopo la visita delle Terme di Vespasiano, il sentiero E1 raggiunge la cittadina medievale di Cittaducale con le sue caratteristiche torri. Fondata nel 1308 dal re  Carlo II D’Angiò, ha pianta ellittica modellata su quella del tradizionale Castrum Romanum: due strade perpendicolari che si incrociano dando luogo alla piazza centrale, chiamata Piazza del Popolo, attorno alla quale sono situati i principali edifici pubblici.
Con un largo giro lungo la ferrovia Terni – L’Aquila si raggiunge il piccolo borgo di Micciani e si inizia a salire per entrare tra boschi e percorsi di transumanza nella valle del Salto o Cicolano. Si inizia con il borgo di Pendenza con la sua torre caratteristica che permette di dominare tutta la valle di San Vittorino con le montagne attorno, dal Monte Giano a Nord al Terminillo che sovrasta Cittaducale e al monte Ponzano a Sud dominato dall’abitato di Calcariola.

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