Tracce Lazio Sud

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Sentiero Europeo E1 nel Sud del Lazio: Descrizioni e tracce GPS

 

ITINERARIO 1: DA CAMPOROTONDO A FILETTINO

DIFFICOLTÀ: impegnativo.
DISLIVELLI: + 600 m. – 300 m.
ALTITUDINE: max 1600 m. ALTITUDINE: min. 1000 m
LUNGHEZZA: Km. 16
FONDO: Sentiero, sterrato, asfalto.
TEMPO Dl PERCORRENZA: N-S 5,00 ore, S-N 4,30 ore
PERIODO CONSIGLIATO: primavera-estate-autunno

DESCRIZIONE ITINERARIO
La prima tappa del sentiero E1 nel Lazio Sud inizia in territorio abruzzese dalle prime case e villette di Camporotondo. Prima di entrare tra le strade asfaltate del paese, bisogna deviare a destra seguendo le indicazioni in salita per il Santuario della Santissima Trinità.

Siamo tra i boschi, prati, pascoli dei Monti Simbruini, attraversati da numerosi fossi. Il nome Simbruini deriva da “sub imbribus“, cioé sotto le piogge. Dal Monte Tarino (m. 1961), poco distante dal sentiero che percorriamo, nasce il fiume Aniene, che unendosi con il Torrente Simbrivio, le cui sorgenti provengono dal Monte Autore (m. 1855), arriva fino a Tivoli, dove le sue acque vengono utilizzate per alimentare numerose spettacolari cascate e sfociano poi nel Tevere dentro la città di Roma.

Quando si raggiunge il Fosso Fioio, si gira a sinistra e si percorre su strada sterrata il confine tra Abruzzo e Lazio in direzione Sud-Est verso Campo Ceraso, nota stazione turistica invernale.

Santissima Trinità di Vallepietra (dal web)

Dopo circa 500 m dalla svolta a destra, è possibile uscire per circa 1,5 km dal sentiero E1 per raggiungere il Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra imboccando a destra una stradina con le indicazioni del fontanile Campitelle e poi Macchia delle Campitelle. Il Santuario è costruito sotto una parete verticale di circa 250 m., è oggetto di pellegrinaggi e grande venerazione da parte di tutte le popolazioni locali.

Tornati al sentiero E1 lungo la stessa strada, si prosegue a destra in direzione sud-est  fino a Monna di Campo Ceraso, dove entriamo decisamente in territorio laziale, come è provato da un grande cippo di confine tra Abruzzo e Lazio. Raggiungiamo su prati Monna del Lepre, il Volubro e il Rifugio di Campo Ceraso. Il sentiero prosegue attraversando i bellissimi prati posti sotto il Monte Tarino (m. 1961) a destra, scendiamo lentamente nella Valle Forchitto ed oltre tra rocce, boschi e qualche tornante, alle falde del Monte Cotento (m. 2015) a sinistra, fino ad arrivare alla chiesetta di San Bernardino e al suo fontanile, raggiungendo infine Filettino su strada asfaltata.

PUNTI D’ACQUA – Fontanile chiesa di San Bernardino m. 1105

PUNTI DI INTERESSE – Santuario Santissima Trinità di Vallepietra (m. 1439) – Campo Ceraso (m. 1454) – Monte Tarino (m. 1961) – Monte Cotento (m. 2015) – Filettino (m. 1015) – Monte Viglio (m. 2156)

STRUTTURE PER RISTORO N°8  E PERNOTTAMENTO N°6

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ITINERARIO 2: DA FILETTINO AGLI ALTIPIANI DI ARCINAZZO

DIFFICOLTÀ: medio
DISLIVELLI: + 200 m. – 400 m.
ALTITUDINE: max 1050 m. ALTITUDINE: min. 650 m
LUNGHEZZA: Km. 15
FONDO: Sentiero, sterrato, asfalto.
TEMPO Dl PERCORRENZA: N-S 5,00 ore, S-N 5,30 ore
PERIODO CONSIGLIATO: primavera-estate-autunno

DESCRIZIONE ITINERARIO
La tappa inizia nella parte più a Sud di Filettino, verso il Fosso Vardano, affluente dell’Aniene. Dalla piazza Giuditta Tavani Arquati si scende ad un parcheggio auto sottostante e si procede su strada fino ad una cabina elettrica, vicino alla quale inizia una lunga scalinata in cemento, che porta al guado del torrente.

Panorama di Filettino dal sentiero E1 (Virzì)

Dopo il guado si sale su sentiero abbastanza ripido, costellato di tabelloni sulla transumanza, ma da cui si può godere di un bel panorama su Filettino e le sue case. In cima alla salita, il sentiero diventa pianeggiante. Si prosegue in direzione Sud-Ovest tra un cerreto a sinistra e tra pascoli a destra, fino a scendere su una stradina asfaltata, con un un paio di casette ed alcuni cavalli al pascolo. Bisogna aggirare a destra l’ultima casetta, superare un paio di fossi e riprendere la direzione Sud-Ovest fino a raggiungere la riva sinistra del Fiume Aniene.

Siamo nella zona cosidetta Le Pratarelle, molto irregolare, tra fosse e piccoli prati pianeggianti. Si procede fino al cosidetto Ponte Sosigno, in cemento, abbastanza sicuro ma senza parapetti. Da qui in poi si prosegue lungo l’Aniene, fino a raggiungere il ponte

Trevi nel Lazio (dal web)

San Teodoro. Conviene attraversarlo e salire al borgo di Trevi nel Lazio, che merita una visita. Interessante la Collegiata di Santa Maria Assunta con la sua storia e il Castello Caetani, dalla cui torre si domina tutta l’alta Valle dell’Aniene.

Discendendo da Trevi, conviene percorrere la strada asfaltata più vicina alla riva destra dell’Aniene ed effettuare il passaggio sul ponte delle Tartare. Si abbandona subito l’asfalto e nella zona chiamata Coceraso si arriva alla Fontana del Cioccio, all’inizio degli Altipiani di Arcinazzo. A questo punto lasciamo il percorso dell’Aniene, che si dirige verso Nord-Ovest a raccogliere le acque del Simbrivio, mentre entriamo in un vasto altipiano dall’aspetto tipicamente alpino, ricco di boschi e di prati, con alcune villette ed attrezzature turistiche.

PUNTI D’ACQUA – Fontana del Cioccio m. 800

PUNTI DI INTERESSE – Trevi, Collegiata di S.Mara Assunta, Oratorio di San Pietro l’Eremita, Castello Caetani. Comunacque, Cascata di Trevi, Acqua dei Cardellini, Jenne.
Facilmente raggiungibile da qui Subiaco, i ruderi della Villa di Nerone, il Monastero di Santa Scolastica, il Monastero di San Benedetto.

STRUTTURE PER RISTORO N°8  E PERNOTTAMENTO N°6

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ITINERARIO 3: DAGLI ALTIPIANI DI ARCINAZZO A PIGLIO

DIFFICOLTÀ: medio
DISLIVELLI: + 270 m. – 400 m.
ALTITUDINE: max 1100 m. ALTITUDINE: min. 830 m
LUNGHEZZA: Km. 13
FONDO: Sentiero, sterrato, asfalto.
TEMPO Dl PERCORRENZA: N-S 4,00 ore, S-N 4,30 ore
PERIODO CONSIGLIATO: primavera-estate-autunno-inverno

DESCRIZIONE ITINERARIO
Siamo nella parte più occidentale dei Monti Ernici e ci dirigiamo verso i Monti Affilani. Il percorso inizia dal Colle della Cona (m. 873), va in direzione Ovest e attraversa La Cerreta e il Pratolungo, passa poi accanto alla Fonte Oppietta. Si raggiungono i resti

Resti della Villa di Traiano (dal web)

della grande Villa romana dell’Imperatore Traiano, alle falde del Monte Altuino (m. 1271), preceduto dai resti di Terme Romane. La Villa risale al I secolo d.C. ed è molto vasta, occupando una superfice di 5 ettari, molti dei quali, specialmente nella terrazza superiore, ancora da scavare.

Il sentiero prosegue in direzione Sud-Est e giunge al piccolo Santuario della Madonna del Monte alle falde del Monte Retafani (m. 1154). Riprendendo la direzione Ovest, si arriva al Convento francescano di San Lorenzo (m. 840) dopo una breve discesa a tornanti alle falde del Monte Scalambra (m. 1420). Secondo la leggenda, pare che questo convento sia stato fondato proprio da San Francesco di ritorno dalla Terra Santa mentre era diretto a Subiaco. La Chiesa custodisce l’urna contenente i resti del beato Andrea Conti. In vicinanza del Convento vi è un antro stretto, umido e buio dove visse, isolato dal mondo, il Beato Andrea Conti per circa quaranta anni.

Dal Convento si scende al paese di Piglio, il cui nome deriva dal pileum, elmo romano che sarebbe caduto per un forte vento al condottiero Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore, mentre passava nel territorio. Il paese è famoso per la produzione del vino “Cesanese del Piglio”.

PUNTI D’ACQUA – Fonte Oppietta

PUNTI DI INTERESSE – Villa di Traiano, Madonna del Monte, Convento di San Lorenzo. A Piglio: Chiesa di S.Maria Maggiore, Collegiata di S.Maria Assunta, Santuario della Madonna delle Rose, Chiesa di Santa Lucia, Chiesa di S.Antonio Abate, Conetta della Madonella a Piglio,

STRUTTURE PER RISTORO N°10  E PERNOTTAMENTO N° 9

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ITINERARIO 4: DA PIGLIO A FIUGGI

DIFFICOLTÀ: medio
DISLIVELLI: + 250 m. – 270 m.
ALTITUDINE: max 920 m. ALTITUDINE: min. 650 m
LUNGHEZZA: Km. 12,2
FONDO: Sentiero, sterrato, asfalto.
TEMPO Dl PERCORRENZA: N-S 4,00 ore, S-N 4,30 ore
PERIODO CONSIGLIATO: primavera-estate-autunno-inverno

DESRIZIONE ITINERARIO
Dal tornante all’ingresso del centro storico di Piglio si suggerisce di seguire in piano Viale Umberto I, passare sotto la scenografica Porta da Pei, proseguire per Via Maggiore fino alla Parrocchiale di Santa Maria Assunta. Da lì si piega più avanti a sinistra per la stretta via Arringo, si attraversa la parte più suggestiva del centro medievale fino ad una porta ad arco acuto. Si prosegue in discesa su Via della Cordonata, al primo bivio si va a sinistra e si raggiunge la fine dell’asfalto e l’inizio del sentiero. Superato un fosso, si sale su un sentiero a tornanti attraverso un bosco abbastanza rado da lasciarci un bel panorama su Piglio e sbuca a quota 890 m su una mulattiera che, voltando a destra, gira a mezza costa attorno al Monte Adavito (m. 977).

Si prosegue su un comodo percorso panoramico, si raggiunge un vallone (m. 892) e si aggira il Monte Pila Rocca (m. 1109). Si oltrepassa ancora il Vallone delle Cese (m. 900) e si prosegue aggirando il Monte Carmine (m. 1050) e la Cesa Rotonda (m. 859). Si incrocia una stradina sterrata e si gira a sinistra decisamente verso Est. Proseguendo il giro attorno al Monte Carmine si raggiunge un Volubro, si lascia la sterrata ad una curva a destra e si prosegue dritti tra il Colle delle Monache e il Carpineto fino ad una nuova sterrata che ci porta al centro di Fiuggi attraverso la Valle Campana e il Fosso Casavetra. Fiuggi è un rinomato centro termale fin dal medioevo grazie alle acque che sgorgano dalle sue sorgenti naturali e dalle montagne circostanti. Caratteristica l’ottima cucina della Ciociaria.

PUNTI D’ACQUA – Una fonte a Valle Campana

PUNTI DI INTERESSE – Borgo medievale di Fiuggi, Lago di Canterno, Chiesa Parrocchiale di Regina Pacis, Palazzo Comunale, Terme, Chiesa di Santo Stefano, Vicolo Baciadonne, Chiesa di San Pietro Apostolo, Chiesa di Santa Maria del Colle, Museo di Sandro Massimini, Fonte Anticolana

STRUTTURE PER RISTORO N°25  E PERNOTTAMENTO N° 30

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ITINERARIO 5: DA FIUGGI A GUARCINO, VICO NEL LAZIO, COLLEPARDO

DIFFICOLTÀ: medio
DISLIVELLI: + 250 m. – 370 m. +150m -150 m.
ALTITUDINE: max 920 m. ALTITUDINE: min. 550 m
LUNGHEZZA: Km. 17,5
FONDO: Sentiero, sterrato, asfalto.
TEMPO Dl PERCORRENZA: N-S 5,00 ore, S-N 5,30 ore
PERIODO CONSIGLIATO: primavera-estate-autunno

DESRIZIONE ITINERARIO
Dal centro di Fiuggi (m. 700) si esce in direzione Est lungo la via Capo di Ripe, si volta a sinistra e si percorre la Valle del Riccio in salita, raggiungendo i Prati Marcellito (m. 927). Da qui inizia una lieve discesa attraverso Le Cese Quagliate fino a raggiungere i Prati Lunghi in dolce salita, lasciando a sinistra una serie di piccoli colli e a destra il Monte Civitella (m. 1106). Dopo una discesa si raggiunge un ponte (m. 850) sul Fosso Camizella e si prosegue su strada asfaltata passando accanto ad un Vivaio Forestale a sinistra e alla Chiesetta dedicata alla Madonna delle Grazie a destra (si raggiunge salendo su una breve stradina). Più avanti, sempre a destra, un’altra chiesetta dedicata alla Madonna della Neve. Infine si raggiunge l’abitato di Guarcino (m. 625), rinomato centro dei Monti Ernici per la lavorazione del maiale, ma anche per gli amaretti. La cittadina conserva nel centro storico elementi architettonici e decorativi tipicamente medioevali (portali, bifore e mura in pietra viva).

Si scende in direzione Sud lasciandosi alle spalle Guarcino e la vicina stazione sciistica di Monte Catino (m. 1793). Si procede in direzione Sud-Est per 300 m, poi si lascia la strada asfaltata e si svolta a sinistra su una mulattiera. Si procede lungo la Costa Veggiano fino ad arrivare dopo circa quattro km a Vico nel Lazio (m. 721), un borgo caratteristico, chiuso dalla cinta di mura di un castello medievale, che protegge ed avvolge tutto il piccolo villaggio. Il borgo è stato dichiarato “Monumento Nazionale e zona di rilevante interesse pubblico”. La sua cinta muraria intatta è arricchita da 25 torri merlate e da tre porte di accesso. Si entra dalla porta Guarcino dotata di antichi affreschi e si esce lungo via Roma in direzione Sud-Est. Quando si raggiunge la chiesa di S. Apollonia, si volta a sinistra. Si procede su strada inizialmente sterrata e poi su asfalto fino a Collepardo (m. 586).

Collepardo: Santuario Madonna delle Cese (dal web)

Collepardo si presenta con una pianta stretta e allungata alla destra del fiume Cosa, affluente del Sacco. Anche Collepardo è un borgo medievale con ampi resti di fortificazioni e di torri. Notevole nelle vicinanze il Pozzo di Antullo, una grande cavità carsica, con una profondità massima di 80 m e una circonferenza di 300 m, originata dallo sprofondamento del suolo legato ai fenomeni di carsismo della zona.

Merita una visita la grotta di Collepardo, vicino alla riva del Fiume Cosa e la Grotta dei Bambocci, cioè delle stallattiti che richiamano la forma dei bambocci. Suggestiva anche la chiesa della Madonna delle Cese costruita dentro una grotta. La vicinanza del fiume Cosa e la possibilità di sfruttarlo come via di comunicazione tra le strette valli dei Monti Ernici ha fatto la fortuna del luogo fin dai tempi degli antichi Volsci nel VII secolo a.C.

PUNTI D’ACQUA – Prati Lunghi m. 862, Vivaio Forestale, Madonna delle Grazie, Madonna della Neve a Guarcino, Collepardo.

PUNTI DI INTERESSE – Guarcino: Collegiata di San Nicola, San Michele Arcangelo, Monastero benedettina di San Luca, Eremo di S. Agnello. Vico nel Lazio: Cinta muraria, Porta Orticelli, Porta Guarcino, Porta a Monte, Santuario Madonna del Campo, Chiesa del Carmine, Sant’Antonio Abate. Collepardo: Pozzo d’Antullo, Grotte di Collepardo, Grotta dei Bambocci, Croce Rotonaria (m. 1744), la Chiesa della Consolazione, San Rocco, la SS. Trinità, Palazzo Comunale, Rocca dei Colonna.

STRUTTURE PER RISTORO N°10  E PERNOTTAMENTO N° 27

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ITINERARIO 6: DA COLLEPARDO – CERTOSA TRISULTI – PRATO DI CAMPOLI

DIFFICOLTÀ: difficile
DISLIVELLI: + 550 m. totale, ma con diversi ripidi saliscendi.
ALTITUDINE: max 1150 m. ALTITUDINE: min. 580 m
LUNGHEZZA: Km. 18,5
FONDO: Sentiero, sterrato, asfalto.
TEMPO Dl PERCORRENZA: N-S 6,00 ore, S-N 5,00 ore
PERIODO CONSIGLIATO: primavera-estate-autunno

DESRIZIONE ITINERARIO
Da Collepardo (m.586) si seguono le indicazioni della strada verso la Certosa di Trisulti e la si abbandona seguendo a sinistra una sterrata subito dopo le ultime case, dirigendosi verso la Chiesa della SS. Trinità (m. 726), che viene raggiunta dopo poco meno di 2 km. Dopo la Chiesa si scende fino ad un ponte sulla stretta Valle del Rio, affluente del Fiume Cosa. Si risale sull’altra sponda, si volta a sinistra e si raggiungono le Cappellette e la strada asfaltata che ci porta alla Certosa di Trisulti (m. 825).

Si consiglia vivamente di entrare nel complesso per vivere la spiritualità che emana questo luogo. L’annessa biblioteca conta ben 25000 volumi. Interessante anche una visita alla farmacia, ricca di ogni genere di medicinali e di vasi in ceramica accuratamente ornati. Alcuni squisiti liquori venivano prodotti artigianalmente da erbe medicinali coltivate dai monaci.
Purtroppo la mancanza di vocazioni religiose rende il futuro di questa Certosa molto incerto.

Lasciata la Certosa, si continua lungo la strada asfaltata davanti allo stupendo panorama delle valli solcate da profondi fossi, si oltrepassano alcuni tornanti fino a scendere al Ponte dei Santi sul Fiume Cosa. Poi si abbandona l’asfalto e si sale lungo un piccolo sentiero che porta dopo circa 500 m alla Sorgente della Via (m. 853). Si gira a sud-ovest seguendo il sentiero per 600 m, poi a est per 300 m. Quindi si volta a destra in direzione sud, aggirando il Monte Castello (m. 1093). Raggiunto il Fosso di San Nicola (m. 816) si procede in direzione est nella Valle La Spina lungo il fosso sempre in salita fino alla Fontana del Fra (m. 1100), posta nel versante sud del Colle Rivigine. Si va ancora avanti in direzione est e 400 m dopo la Fontana si gira a destra in direzione sud-est, girando attorno al versante sud del Monte I Tre Confini si raggiunge la Fontana S. Angelo (m. 1019), dopo circa 1 km le Case Sghera (m. 954) e poi una strada asfaltata che si segue in salita passando prima accanto a Fontana di Campoli (m. 1003), ad un Rifugio (m. 1026, chiuso), ai Pozzi di Campoli (m. 1093) e infine si raggiungono i Pozzi Vecchi (m. 1143) a Prato di Campoli. Il luogo è suggestivo, ai piedi del Monte delle Scalelle (m. 1837) e del Monte Fragara (m. 2005). Punto di partenza per escursioni impegnative sui Monti Ernici e meta di numerose gite domenicali da parte degli abitanti di Veroli. E’ dotato di almeno un punto di ristoro (Il Faggio, braceria, panini, piatti tipici Ciociari), ma probabilmente non di alloggio, per cui occorre prevedere una nottata in campeggio prima di intraprendere la salita della tappa successiva.

PUNTI D’ACQUA: Certosa di Trisulti,  Sorgente della Via, Fontana del Fra, Fontana S. Angelo, Fontana di Campoli.

PUNTI DI INTERESSE: Certosa di Trisulti, Peschio delle Penne (m. 1314), Croce Rotonaria (m. 1744), La Monna (m. 1952), Capo Fiume (m. 954), Monte delle Scalelle (m. 1837), Monte del Passeggio (m. 2064), Monte Pratillo (m. 2007), Monte Fragara (m. 2005), Pizzo Deta (m. 2041), Veroli.

STRUTTURE PER RISTORO N° 1 E PERNOTTAMENTO N° 0.

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ITINERARIO 7: DA PRATO DI CAMPOLI A SORA

DIFFICOLTÀ: difficile
DISLIVELLI: + 500 m. – 1350 m.
ALTITUDINE: max 1620 m. ALTITUDINE: min. 300 m
LUNGHEZZA: Km. 17
FONDO: Sentiero, sterrato, asfalto.
TEMPO Dl PERCORRENZA: N-S 5,30 ore, S-N 6,00 ore
PERIODO CONSIGLIATO: primavera-estate-autunno

DESCRIZIONE ITINERARIO
Si procede lasciando Prato di Campoli (m. 1143) in salita, prima dolce e poi via via sempre più ripida, tanto da suggerirci di procedere a tornanti, fino ad arrivare a m. 1670 superando così la lunga cresta della Costa Comune, che raggiunge poco più a nord la quota di 1862 m. Da questo punto inizia una lunga discesa in direzione di Sora. Lasciamo a sinistra la Serra Comune (m. 1854) e a destra la Punta dell’Ortica (m. 1750). Dopo circa 2,5 km si raggiunge la località chiamata i tre Valloni, luogo di incontro di diversi torrenti che si riuniscono qui, a quota 977 m. Una mulattiera ci permette di proseguire lungo il Vallone delle Noci senza difficoltà. Ci allontaniamo dopo un po’ dal Vallone delle Noci sempre seguendo la mulattiera, che ci porta a superare su ponte la valle del Torrente Fico. Lasciamo a sinistra la Fontana Orlando ed iniziamo a percorrere

Fiume Liri a Sora (dal web)

le strade più periferiche della cittadina di Sora, passiamo su un ponte il Vallone delle Noci e procediamo lungo la via Santa Apollonia ai piedi del Colle Sant’Angelo, passiamo vicino al Convento dei Passionisti, poi giriamo a destra restando ai piedi del Monte San Casto con il suo Castello e proseguiamo lungo il fiume Liri, lasciando a sinistra la chiesa di San Rocco e raggiungendo Piazza Esedra delimitata da due palazzi che si aprono a semicerchio verso il prospiciente ponte di Napoli sul Fiume Liri, come ad abbracciare ed accogliere il visitatore.

Questo magnifico Fiume Liri, molto ricco di acque, nasce in Abruzzo a Petrella Liri, frazione di Cappadocia, attraversa la Valle Roveto ed entra nel Lazio, riceve da sinistra il Torrente Lacerno e attraversa tutta la città di Sora. Prosegue ricevendo da sinistra il torrente Fibreno, forma Isola del Liri dando luogo a due cascate, riceve da destra prima il torrente Amaseno e poi il fiume Sacco. Diventa la linea di confine tra Lazio e Campania, poi cambia nome vicino Cassino e diventa Garigliano. La sua foce è nel Mar Tirreno, golfo di Gaeta, dopo aver percorso 158 km.

Un po’ di storia. I primi insediamenti di Sora risalgono al paleolitico medio. Fu fondata

Centro di Sora dalla Madonna delle Grazie (da web)

dai Volsci come dimostrano le mura poligonali sul Monte San Casto. Fu poi occupata dai Sanniti e poi conquistata da Roma nel 345 a.C. divenendo una colonia romana. Dopo la caduta dell’Impero romano subì l’occupazione dei Longobardi, dei Bizantini, dei Saraceni (breve incursione) e degli Ungari (saccheggio senza occupazione). A seguito della vittoria dei Normanni sul papato, entrò a far parte del Regno di Sicilia che poi passò alla dinastia Sveva e successivamente agli Angioini. Fu quasi del tutto ricostruita dopo il rovinoso terremoto del 1915. Attualmente è un importante centro industriale e commerciale (con cartiere, mobilifici, industrie tessili, svariate attività commerciali, agricole ed artigianali), ed è sede della Fiera di Sora che ospita ogni anno migliaia di visitatori. Merita una visita.

PUNTI D’ACQUA: Fontana Orlando (7 km prima dell’arrivo)

PUNTI DI INTERESSE: Cattedrale di Santa Maria Assunta, Chiesa di Santa Restituta, Basilica di San Domenico, Chiesa di San Bartolomeo, Chiesa di S. Maria degli Angeli dei pp. Passionisti, Chiesa di Valfrancesca.

STRUTTURE PER RISTORO N° 30 E PERNOTTAMENTO N° 11.

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